Kokkinotrimithia, Cipro (askanews) - Quando si dice il prezzo della libertà. Servono dai 1.500 ai 5.000 euro per un passaporto falso, tra gli 800 e i 1.000 per un passaggio in barca in Turchia. Ma pur di lasciarsi alle spalle Cipro, prima tappa della loro odissea, i profughi siriani sono disposti a tutto. Avevano pagato fino a 6.500 euro per ammassarsi su una nave male in arnese per raggiungere le coste italiane e da lì, con molta fortuna, tentare l'ultimo salto verso l'Olanda, la Germania o la Svezia.Ma la carretta del mare ha fatto naufragio al largo di Cipro. Soccorsi da una nave da crociera, i 345 profughi siriani dalla fine di settembre sono ospitati in un campo tendato cipriota a Kokkinotrimithia. In attesa di poter riprendere il lungo calvario, come ricorda una rifugiata siriana."Abbiamo già pagato milioni di lire siriane per andare dalla Turchia in un paese europeo - dice - adesso c'è chi approfitta della nostra situazione disperata per estorcerci altri soldi con la promessa di portarci via da qui. Ci stanno rovinando".I racconti dei profughi sono drammatici."Sino a un certo punto - ricorda un uomo - nessuno riusciva ad andarsene. Poi un giorno uno di noi è riuscito ad arrivare in Europa con un passaporto falso. Abbiamo avuto un nome e un indirizzo e ci siamo subito rivolti a questa persona. Il tutto costava 5.000 euro, glieli ho dati e sono partito. Purtroppo poi mi hanno arrestato".I profughi siriani a Cipro restano così in balia di trafficanti senza scrupoli. Un'odissea drammatica e che sembra senza fine.(Immagine Afp)