Port Harcourt (TMNews) - I pirati del petrolio in azione in Nigeria. Secondo le compagnie di estrazione che lavorano nel paese, tra cui l'anglo-olandese Shell, il furto di greggio ha raggiunto livelli senza precedenti.Il sabotaggio e il prelievo artigianale e selvaggio dagli oleodotti inquinano ancora più le fragili zone palustri del delta del Niger, gravemente destabilizzate da anni di sfruttamento intensivo, e ogni anno rappresentano un danno di 6 miliardi di dollari per le casse statali nigeriane."Solo noi della Shell, spiega Mutiu Sunmonu, direttore della filiale nigeriana della compagnia anglo-olandese, abbiamo una rete di oleodotti di circa 7.000 chilometri. Quanti soldati sarebbero necessari per sorvegliare tutto questo? Se poi aggiungiamo le strutture dell'Agip e della Chevron, il tutto si trasforma in un compito enorme".Le cause dei furti risiedono principalmente nella massiccia disoccupazione giovanile, masse senza prospettive di ragazzi che distillano di notte il greggio in raffinerie improvvisate e ad alto rischio.Ma in Nigeria si è sviluppato anche un traffico clandestino su vasta scala di barili di petrolio che prendono il largo a bordo di veloci battelli diretti all'estero."Ritengo che siano coinvolte diverse organizzazioni internazionali, dichiara Sunmonu. Non si mette in piedi un'operazione di queste dimensioni senza coinvolgere moltissime persone, sia in Nigeria, sia all'estero".(Immagini Afp)