Rivolto (Udine), (askanews) - Il nome del team richiama alla mente un motto diventato ormai famoso "Yes, We can". Loro sono i piloti di "WeFly", l'unica pattuglia aerea al mondo composta, per due terzi, da piloti disabili. Il sogno di diventare piloti è maturato negli anni ed è diventato realtà dopo i gravi incidenti che hanno costretto Alessandro e Marco sulla sedia a rotelle. Un aereo modificato per consentire anche ai disabili di pilotare. Una sfida ma anche un messaggio di speranza:Alessandro Paleri è il leader del WeFly Team, tetraplegico dal 1987. "Dopo l'incidente avevo voglia di continuare a vivere e ho scelto di pilotare, mi piace, mi dà grandi soddisfazioni. Quando vivi una passione stai meglio".WeFly Team ha partecipato a Rivolto all'air show promosso per festeggiare i 55 anni delle Frecce Tricolori. E durante l'anno partecipa a numerose manifestazioni di volo in formazione e acrobatico. "Pilotare un aereo mi è piaciuto talmente tanto che ho desiderato approfondire e imparare a pilotare per essere componente attiva del volo, non un passeggero. Avevamo voglia di dimostrare al pubblico che una persona disabile può pilotare bene".Marco Cherubini, gregario di sinistra, paraplegico dal 1995 quando aveva 22 anni, racconta l'emozione per aver trasportato l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti a bordo del suo aereo fino a Rivolto. "Per me è una carissima amica, non è l'astronauta, ma una persona che ha la mia stessa passione per il volo e la condivide con me. Abbiamo parlato di volo e di quanto le mancava volare".E l'astronauta risponde così: "I ragazzi di WeFly sono cari amici, li conosco dal 2007. Sono ragazzi che ti danno la carica, che ti danno ispirazione, perchè con grande coraggio e tenacia perseguono la loro passione. Mi hanno molto incoraggiato. Sono grandi amici e supporter".