Roma, (askanews) - Sono gli ultimi litchi della stagione, in questa piantagione nel nord del Vietnam. La maggior parte della produzione finisce di solito in Cina. Ma a causa di alcune tensioni nei rapporti tra Hanoi e Pechino, i produttori del frutto esotico sono rimasti con le casse piene. "Abbiamo avuto una produzione eccezionale, ma i compratori cinesi non si sono mai visti", racconta questo commerciante.Non è il caso quindi per il Vietnam di continuare a dipendere dal grande vicino. Nel 2015 i vietnamiti hanno già conquistato due nuovi mercati: Stati Uniti e Australia, dove sono state esportate 35 tonnellate. Poco in confronto alle 40.000 tonnellate inviate in Cina, ma è già un primo passo. "Il Vietnam potrà penetrare nel mercato delle esportazioni di litchi nei prossimi anni", spiega l'ad di Red Dragon, grande esportatore dei frutti.Hanoi esporta infatti soprattutto caffé, riso e pesce. Il governo aveva deciso di inserire nella lista dei prodotti da esportare anche la frutta, primi fra tutti i litchi. Per questo i vietnamiti si dicono pronti a investire nel settore per vendere il frutto esotico a prezzi più elevati sui mercati occidentali: "Attualmente la mia famiglia guadagna 20 milioni di dong (850 euro) all'anno - dice questa coltivatrice - Con questi nuovi mercati, speriamo di arrivare a 50-60 milioni di dong, circa 2.500 euro, all'anno".(Immagini Afp)