Milano (askanews) - La mummia Otzi, trovata in un ghiacciaio delle Alpi orientali e conservata nel Museo Archeologico dell'Alto Adige, era a rischio gastrite o ulcera, una scoperta che potrebbe rivoluzionare la storia delle migrazioni e dell'evoluzione degli stanziamenti in Europa. Una squadra di ricercatori internazionali che ha collaborato col paleontologo Alberto Zink e il microbiologo Frank Maixner dell'Eurac (Accademia europea) di Bolzano ha scoperto la presenza nello stomaco della mummia venuta dal ghiaccio del batterio Helicobacter pylori, nella sua forma di 5300 anni fa."Il passo successivo è stato ricostruire l'intera sequenza del batterio per poterla comparare ai dati moderni e così avere informazioni sulla sua evoluzione", un passo, spiega Alberto Zink, ha portato risultati sorprendenti. Il batterio trovato in Otzi, mummia conservata perfettamente come mostrano queste immagini del Museo Archeologico dell'Alto Adige, appartiene a un ceppo che si trova principalmente in Asia centrale e meridionale e non al ceppo misto presente oggi negli europei."Fino ad oggi si pensava che questo ceppo misto fosse presente già nel Neolitico e che gli agricoltori dell'epoca avessero portato il ceppo misto in Europa. Ora abbiamo visto che non è così", spiega Maixner aggiungendo che questo dimostra come la storia si sia evoluta in modo diverso da quanto pensato finora, probabilmente "ci sarannno da correggere libri di testo".