Il discorso del premier alle Camere per illustrare il suo programma di governo dei "1.000" giorni si muove su due piani distinti ma collegati. Da un lato, rassicura la Ue sulla serietà del programma di legislatura, e sottolinea ai parlamentari come i paesi partner ci sorvegliano da vicino, soprattutto dopo i dati negativi Ocse. Dall'altro, pur senza evocare le elezioni anticipate, in realtà le prospetta se il Parlamento dovesse creare qualche intoppo al percorso riformista. Al presidente del Consiglio manca però in questo momento l'arma per mettere in pratica la velata minaccia delle urne: la riforma elettorale approvata e in vigore.