Roma (askanews) - "L'educazione all'arte e alla cultura: il ruolo delle istituzioni pubbliche e dei privati": su questo tema si è tenuto a Perugia un convegno organizzato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro": "Dobbiamo riscoprire l'educazione all'arte e alla cultura - ha detto il presidente dei Cavalieri del Lavoro Antonio D'Amato - come un valore fondamentale del nostro Paese e soprattutto come il vero vantaggio competitivo sul quale dobbiamo saper costruire occasioni di sviluppo e crescita non solo del lavoro ma anche della convivenza civile. In particolare, oggi c'è bisogno di una nuova dimensione di rapporto tra pubblico e privato. I Cavalieri del lavoro sono impegnati da molto tempo con fondazioni o iniziative individuali nella promozione di arte e cultura oltre che di solidarietà. Ma abbiamo bisogno di fare un passo avanti complessivamente come Paese". "Abbiamo iniziato con una riforma della scuola - ha sottolineato il ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini - che mette tra le priorità la formazione artistica, culturale, musicale e letteraria. Dal primo settembre avremo diecimila insegnanti in più nel campo delle materie artistiche e letterarie". "Rispetto alla formazione dei giovani - ha sostenuto il critico d'arte Vittorio Sgarbi - la televisione, che è lo strumento ideale per far vedere, non fa vedere nulla che riguardi l'arte, se non in momenti assolutamente episodici e senza capacità di presa".