Roma, (askanews) - Una task force per proteggere il patrimonio culturale mondiale, soprattutto nelle aree di conflitto prese di mira dal terrorismo, per evitare che si ripeta quanto successo, ad esempio, a Palmira. A questo serviranno i "caschi blu" della cultura, la cui nascita è stata formalizzata a Roma, alle Terme di Diocleziano, con la firma di un memorandum d'intesa con l'Unesco.Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: "Siamo il primo Paese che mette a disposizione dell'Unesco e della comunità internazionale una task force organizzata specificamente per la tutela del patrimonio culturale". "Il patrimonio viene colpito e distrutto, e ne viene filmata la distruzione, proprio perché rappresenta una cultura diversa, una identitità e una religione diversa".Il gruppo operativo, presentato in una cerimonia a cui hanno preso parte anche la ministra della Difesa Roberta Pinotti, dell'Istruzione Stefania Giannini, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, autorità politiche e militari, e il direttore generale dell'Unesco Irina Bokova, potrà contare su 30 carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico e 30 archeologi, ricercatori e tecnici. La base operativa sarà Torino e in una prima fase saranno a totale carico dell'Italia, con l'auspicio che si possa giungere poi a una coalizione internazionale per uomini e mezzi. L'Unesco infatti deciderà i luoghi in cui i caschi blu, denominati "Unite for heritage" potranno intervenire, e il nostro governo fornirà personale specializzato e coprirà le spese. Potrebbero essere già, di fatto, operativi. Gentiloni: "Sappiamo bene che dovremmo cercare delle aree minacciate e a rischio, ma non esattamente al centro di conflitti, purtroppo il ventaglio delle possibilità e dei rischi è talmente ampio che sono certo che lo troveremo e lo stiamo già individuando".