Quattrocentosessantotto nuovi allievi - selezionati tra un numero dieci volte più grande - di cui 64 donne (e 27 provenienti da nove Paesi asiatici): dalle loro fila uscirà il nerbo degli ufficiali della Forze di Autodifesa giapponesi. La National Defense Academy ha inaugurato l'anno accademico con una elaborata cerimonia di inclusione delle nuove leve di futuri candidati al ruolo di ufficiali, che non dovranno sostenere costi di frequenza e anzi riceveranno un discreto stipendio mensile. Presso la vasta sede su una collina della penisola di Miura, a sud di Yokosuka (70 chilometri da Tokyo), l'Accademia interforze rifondata nel 1952 ha cominciato a ospitare i nuovi cadetti all'inizio di aprile. Lo ha fatto tre settimane dopo un'altra cerimonia formale e pirotecnica: quella di fine corso per i neolaureati, alla quale avevano partecipato il premier Shinzo Abe e la ministra della Difesa Tomomi Inada. Nell'occasione, Abe aveva sottolineato la sua volontà di rafforzare l'apparato difensivo del Giappone alla luce di un contesto internazionale della sicurezza che sta diventando più' difficile e potenzialmente pericoloso. I neocadetti si sono anzitutto schierati nel vasto auditorium dell'Accademia, dove il presidente Ryosei Kokubun ha tenuto loro un discorso incentrato piuttosto sull'immagine e il ruolo positivo delle Forze di Autodifesa nella societa' giapponese, citando le benemerenze acquisite presso l'opinione pubblica per gli interventi in occasione di calamita' naturali, a partire dallo tsunami del marzo 2011.La cerimonia e' proseguita all'aperto con una grande parata in cui i membri dell'Accademia hanno accolto i nuovi venuti. Tra ciliegi in fiore e mezzi aerei che sfrecciano nell'aria, i plotoni sfilano in formazioni compatte al suono delle marcette militari, fino all'esibizione finale quasi acrobatica della compagnia fucilieri.
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