Roma, (TMNews) - Centinaia di studenti e militanti pro-democrazia di Hong Kong hanno contestato un alto funzionario di Pechino, aprendo la strada a nuove e rumorose proteste contro la decisione del governo cinese di limitare le riforme sul sistema di voto nell'ex colonia britannica. Grida e fischi hanno accolto Li Fei, il vice-presidente della Commissione legislativa dell'Assemblea nazionale cinese, durante un incontro con politici locali. I manifestanti hanno innalzato striscioni e gridato: "Il governo centrale ha violato la sua promessa, è vergognoso!"Fuori dalla sede della riunione si sono avuti anche tafferugli fra i manifestanti e la polizia che ha usato spray al peperoncino. Gli attivisti per la democrazia di Hong Kong hanno promesso "una stagione di disobbedienza civile", con sit-in di massa nel distretto finanziario internazionale della metropoli asiatica. Il malcontento è dovuto al rifiuto di Pechino di garantire un sistema di elezione che preveda anche la libera scelta dei candidati: dopo anni di richieste in questo senso, Pechino ha gelato gli abitanti della città costiera, stabilendo che nelle elezioni del 2017 i cittadini di Hong Kong dovranno accontentarsi di pochi candidati, scelti dal governo cinese.