Homs (TMNews) - Il gregge non si abbandona. Mai. Un anziano sacerdote gesuita olandese ha scelto di restare nella città vecchia di Homs, nel centro di una Siria dilaniata dalla guerra civile, in una città assediata dove si vive con le briciole e dove anche la speranza vacilla come il lume di una candela. Come questa intervista registrata fortunosamente su Skype.Padre Frans van der Lugt ha 75 anni e ha speso 50 anni della sua vita in Siria, un Paese che considera ormai il suo.A Homs la situazione è terribile, bombardata ogni giorno dalle forze del regime di Damasco. La popolazione combatte una lotta quotidiana per trovare qualcosa da portare in tavola. Ma l'idea della fuga non l'ha mai sfiorato. Nonostante i continui tagli di energia elettrica che lo hanno costretto ha cambiare tre volte postazione durante l'intervista, dato che le batterie del suo computer si stavano scaricando."Il popolo siriano mi ha dato tanto, tanta gentilezza, tanta ispirazione, tutto quello che hanno. Se il popolo siriano soffre, voglio condividerne le sofferenze. Voglio rimanere con tutti loro".Le condizioni di Homs sono ormai spettrali, moschee e chiese sono irriconoscibili, molte sono state distrutte e delle decine di migliaia di cristiani che vivevano in questo settore non ne restano che 66.La città ha bisogno di tutto, soprattutto di forniture mediche dato che la quasi totalità di quelle rimaste è scaduta. Ma sui negoziati in corso a Ginevra per trovare una soluzione alla crisi, Padre Frans manifesta molto scetticismo."Parlano, parlano, parlano... S'incontrano in giacca e cravatta nei migliori ristoranti e negli hotel a cinque stelle. Ma quello che viviamo qui ogni giorno è molto lontano dalla quella realtà".(Immagini Afp)