Beirut (askanews) - "Il Libano, oltre ad avere guerre alle sue porte e minacce terroristiche, ha ospitato e ospita ancora un gran numero di profughi, oltre un milione e mezzo. Per questo dobbiamo al Libano solidarietà e assistenza e la Francia lo fa con un sentimento di rispetto e di amicizia".Sono queste le parole del presidente francese, François Hollande, giunto in Libano per prima tappa di una missione di quattro giorni in Medio Oriente che lo porterà anche in Egitto e in Giordania.Hollande è stato accolto a Beirut dal vice presidente del Consiglio e ministro della Difesa libanese, Samir Mokbel. Questa "visita di lavoro" deve essere in particolare dedicata alla crisi dei rifugiati, determinata dalla guerra in Siria.Ma la tappa più delicata del tour è quella egiziana, la prima visita di stato di Hollande nel Paese, guidato con pugno di ferro dl Abdel Fattah al Sisi, con il quale secondo l'agenda ufficiale discuterà di Libia e conflitto israelo-palestinese.Alla vigilia della visita, tuttavia, le ong si sono scagliate contro il "silenzio assordante" della Francia sulle violazioni del diritti umani nel Paese e il New York Times ha definito "vergognoso" il silenzio di Parigi sulla vicenda di Giulio Regeni, ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo. Mercoledì alle accuse per il caso Regeni si è aggiunta la denuncia per l'inerzia del Quai D'Orsay della madre di un insegnante francese, picchiato a morte nel 2013 in un commissariato egiziano.(Immagini Afp)