Archistar della natura: potrebbe esser questa la definizione di uno degli architetti giapponesi più interessanti e sulla cresta dell'onda, se non fosse per le connotazioni vagamente negative che il termine ha ormai assunto. Hiroshi Sambuichi, 48 anni, non ha atteggiamenti sopra le righe, anche se la sua fama sta crescendo in modo accelerato nel mondo oltre che nel suo Paese.
Per la citta' in cui ha il suo studio, Hiroshima, Sambuichi ha disegnato la nuovissima Orizuru Tower, ristrutturando un vecchio edificio della concessionaria Hiroshima Mazda situate a meno di 100 metri dal Dome, l'edificio a cupola sopravvissuto all'atomica. Aperta provvisoriamente a meta' luglio, sara' inaugurata ufficialmente il 23 settembre.
Il 48 nativo della regione imposta le sue opera in base a una precisa volonta' di creare edifici sostenibili in costante dialogo con l'ambiente naturale che li circonda. La sua fissazione e' che l'architettura debba essere parte del ciclo della natura, tanto che nel suo design incorpora un attentissimo studio di quelli che chiama “materiali mobili” come vento, luce solare e acqua. Ne e' un esempio la Naoshima Hall, il nuovo centro comunitario multifunzionale – per lo sport come per spettacoli - dell'isoletta diventata famosa come centro di arte contemporanea, sede principale della Setouchi Triennale. Mille metri quadri, completati pochi mesi fa, su un layout semplice, con materiali naturali (dal cipresso giapponese all'intonaco shikkui, alla carta washi). Che sia espressione di una ricerca accuratissima su come si muovano vento e sole nell'isola e' testimoniato dalla struttura del tetto: una variazione del tradizionale stile irimoya che controlla il flusso dell'aria all'interno dell'edificio,dando vita a un ingenoso sistema di ventilazione e raffreddamento. “Amo Venezia e la sua simbiosi con l'acqua”, afferma Sambuichi, che in Europa, pero', sembra piu' orientate verso il Nord (ha pure insegnato alla Reale Accademia di belle arti della Danimarca). L'utiizzo di risorse naturali e un design accuratissimo ed ecosostenibile lo inseriscono come innovatore nella grande tradizione architettonica giapponese.