Hebron (askanews) - La Palestina come ultima tappa di una carriera da globetrotter del calcio. Dopo Africa, Europa e molti Paesi arabi, Stefano Cousin è approdato a Hebron, in Cisgiordania. Per l'ex braccio destro di Walter Zenga a Dubai e Abu Dhabi la nuova sfida è allenare la squadra Ahli al-Kahlil. E su di lui sono riposte le speranze dei palestinesi di avverare un sogno: staccare il biglietto per la AFC Cup, l'equivalente asiatico della nostra Europa League. Quasi una missione per Cousin, che certo non ha scelto di passare dai petrol dollari degli emiri alla Palestina per una questione di soldi."Amo il calcio e qui c'è l'opportunità di costruire qualcosa di importante per il futuro" spiega Cousin nell'inglese che usa per farsi capire dai pochi giocatori che lo comprendono. Gli altri si fanno tradurre."Hebron è una città davvero difficile - aggiunge - Se possiamo rendere felici in qualche modo queste persone vincendo qualcosa è un buon risultato".La squadra è con lui ed è entusiasta del suo approccio tecnico-tattico. "Per me Stefano è come Ancelotti o Mourinho, ha molte idee", spiega il capitano dell'Ahli al-Khalil. "Noto un netto miglioramento nella squadra - spiega il presidente del club Kifhah Al-Ashrif - Oggi i giocatori arrivano un'ora in anticipo agli allenamenti. Non era mai capitato".I ragazzi sono motivati. L'obiettivo è vincere la finale della Coppa di Palestina contro il Balata che offre l'accesso alla coppa asiatica. Tutti a Hebron sognano e tifano per il club. E ora anche per il suo condottiero, il 46enne toscano giramondo.