Port-au-Prince (askanews) - Haiti si appresta a celebrare il quinto anniversario del drammatico terremoto che il 12 gennaio 2010 causò la morte di 300mila persone. Oltre 85mila cittadini vivono ancora oggi in condizioni precarie e sono soprattutto i bambini le vittime di questa situazione di estremo disagio: in particolare gli orfani esposti a sfruttamento e violenze e abusi di ogni tipo.Una situazione che coincide con una situazione politica altrettanto disastrosa con un premier dimissionario e il suo sostituto incapace di formare un nuovo esecutivo per la difficoltà di trovare alleati. Da settimane il Paese è scosso da manifestazioni di protesta contro il presidente Michel Martelly, ex cantante di successo.Nella capitale Port-au-Prince il malcontento si è trasformato in vera e propria guerriglia urbana. Durante uno di questi peisodi, a metà dicembre, c'è stato anche un morto, un manifestante ucciso da un colpo di pistola mentre un gruppo di giovani tentava di forzare un posto di blocco della polizia di fronte al palazzo presidenziale. Circostanza che ha costretto il primo ministro Laurent Lamothe, fedelissimo di Martelly e magnate delle telecomunicazioni, a dare le dimissioni. Il suo sostituto Paul Evans, incaricato di formare un governo di larghe intese, tuttavia non riesce a trovare alleanze né a convincere la piazza che continua a chiedere le dismissioni di Martelly.Intanto, a pagare le conseguenze di questa estrema instabilità è come sempre il popolo, costretto ancora a vivere senza servizi, senza istruzione e in pessime condizioni igienico-sanitarie.