Milano, (TMNews) - Sono oltre 140 milioni le donne nel mondo che hanno dovuto subire una mutilazione genitale femminile, almeno 3 milioni le bambine che rischiano di subirla. Questo nonostante l'impegno dell'Onu che ha bandito la pratica con una risoluzione dello scorso dicembre e ha istituito una giornata nazionale per tenere alta l'attenzione, il 6 febbraio. Motivazioni religiose, culturali di controllo sociale delle donne fanno sì che la pratica sia attiva ancora in 28 Paesi. Dall'Africa arriva una storia di coraggio diffusa da Plan Italia, associazione che difende i diritti dei bambini. Sekou Soya, 65 anni, si è rifiutato di far mutilare tutte e 9 le sue figlie. Una scelta rivoluzionaria per una padre in Guinea."La gente del villaggio mi ha respinto. Ci hanno vietato di usare il pozzo. Non potevamo parlare con gli altri nè star loro vicino", racconta Sekou. Ma alla fine il suo coraggio è stato premiato: non solo gli altri uomini hanno accettato la sua decisione, ma lo hanno anche preso ad esempio rifiutando in blocco le mutilazioni. Un piccolo atto di speranza, che non può bastare però per risolvere il problema alla radice. Per questo Plan Italia ha lanciato una petizione online, sostenuta anche dall'Associazione Nosotras, per chiedere al futuro governo italiano di impegnarsi a porre fine a questa pratica.