Golfo Persico (askanews) - Con una serie di impeccabili appontaggi, sono ritornati sulla portaerei Charles de Gaulle gli aerei della prima missione francese in Iraq contro i miliziani dell'Isis, nell'ambito della operazione militare internazionale guidata dagli Stati Uniti."La prima ondata sta tornando, spiega il contrammiraglio Eric Chaperon, comandante del gruppo aeronavale impiegato nel Golfo. Non sono stati effettuati bombardamenti. L'obiettivo della prima missione era quella di familiarizzarsi con il teatro operativo e con le procedure di missione. Naturalmente, se si fossero create le condizioni, i nostri mezzi erano pronti a colpire, ma l'occasione non si è presentata".Il ferro di lancia dell'operazione è la portaerei Charles de Gaulle, partita dalla base di Tolone per una missione di almeno otto settimane nel Golfo, nel quadro della guerra all'insurrezione islamista in Iraq e Siria; 12 Rafale e 9 Super Etendard sono gli strumenti destinati a proiettare il potenziale offensivo francese nel delicato e complesso scacchiere mediorientale.Le missioni di volo possono durare tra le cinque e le sei ore, con gli opportuni rifornimenti. I caccia multiruolo Rafale hanno due tipi di missione, ricognizione e bombardamento, eufemisticamente definito "appoggio a terra", mentre i Super Etendard da attacco al suolo hanno esclusivamente il compito di effettuare incursioni su tutto il territorio iracheno e per queste vengono considerate forze di prima linea."Operiamo con tre modalità di missione, sottolinea Chaperon. Quelle in cui il bersaglio è stabilito in precedenza, quelle cosiddette di opportunità nelle quali il pilota identifica in maniera autonoma un bersaglio e quelle, infine, in cui gli aerei sono in contatto con segnalatori a terra che li conducono sull'obiettivo".(Immagini Afp)