Roma, (askanews) - E' durata 40 ore la protesta non violenta dei ventisei climber di Greenpeace Stati Uniti, che si erano calati con delle funi da un ponte di Portland, in Oregon, sotto cui doveva passare una nave rompighiaccio della Shell, pronta a salpare verso l Artico. Per quasi due giorni gli attivisti hanno impedito che la nave lasciasse il porto per raggiungere la flotta di trivellazione artica della compagnia petrolifera anglo-olandese.Da anni Greenpeace con le sue azioni non violente, cerca di difendere l'Artico. Trivellare in cerca di petrolio in quest'area sarebbe un terribile errore - spiega l'associazione - per questo chiediamo al presidente Barack Obama di ripensarci e di ascoltare quei sette milioni di persone che in tutto il mondo chiedono che vengano revocate le licenze alla Shell nell'Artico".Un giudice federale dell'Alaska aveva ordinato a Greenpeace Stati Uniti di interrompere il blocco e far scendere i climber appesi al ponte, minacciando multe crescenti per ogni ora di blocco. Gli attivisti hanno resistito e sono scesi spontaneamente solo all'arrivo delle autorità sul ponte.Si sono calati in acqua fra gli applausi degli altri attivisti in canoa e dei molti che passavano lì sotto, anche in barca. Tra i climber che hanno dato prova di grande resistenza, c'era anche una donna.