Milano (askanews) - Greenpeace Italia compie 30 anni e, per festeggiare, apre idealmente una porta sul Mediterraneo con l'iniziativa "Accendiamo il sole", campagna di crowdfunding per regalare agli abitanti di Lampedusa energia pulita e rinnovabile.

"Vogliamo installare un impianto solare a Lampedusa che permetterà a tutti i cittadini di risparmiare all'incirca 200mila euro e all'ambiente quasi 300 tonnellate di Co2", ha spiegato Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia nel video messaggio realizzato per l'occasione.

Lampedusa, alla ribalta delle cronache mondiali soprattutto per l'emergenza immigrati, per Greenpeace rappresenta un paradosso che accomuna molte delle isole minori italiane non collegate alla rete elettrica nazionale; famose per sole e vento ma dipendenti dal petrolio per produrre la quasi totalità della propria energia.

"Lampedusa non è solo un isola bellissima - ha aggiunto Iacoboni - ma è anche un simbolo di accoglienza per tante persone che fuggono dalle guerre. Guerre molto spesso causate anche da quello stesso petrolio utilizzato per produrre energia vecchia e sporca".

Un primo progetto di solarizzazione del tetto del palazzo comunale di Lampedusa era già stato autorizzato nel 2015 ma poi è stato bloccato da problemi burocratici che hanno impedito l'accesso ai contributi di finanziamento, da qui l'idea della raccolta fondi.

"Un'isola 100% rinnovabile senza petrolio non è un'utopia ma un progetto concreto che ha bisogno di tutti - conclude il video messaggio - fate un gesto solidale per Lampedusa e per il futuro di tutti noi. La donazione finanzierà il progetto. Ogni contributo fa a differenza".

Greenpeace Italia nacque nel luglio 1986 quando David McTaggart, tra i fondatori di Greenpeace International, aprì l'ufficio di Roma dell'associazione ambientalista.