Bruxelles (askanews) - L'accordo sul debito greco raggiunto dai leader dell'Eurozona a Bruxelles è un piano lacrime e sangue, non solo per le riforme che prevede ma per i tempi serrati imposti ad Atene. Il premier Alexis Tsipras ha ottenuto un piano di aiuti fra 82 e 86 miliardi di euro su tre anni.In cambio il parlamento di Atene deve approvare entro mercoledì riforme sull'Iva e sulle pensioni già previste dal piano dei creditori che i cittadini greci avevano bocciato per referendum. Prevista anche in tempi serrati la riforma del codice di procedura civile.Altra mortificazione per la Grecia è l'inserimento di una proposta tedesca: la richiesta di un fondo di privatizzazioni cioé di beni da alienare per 50 miliardi di euro. Il fondo per metà deve pagare la ricapitalizzazione delle banche greche, svuotate dalla fuga di capitali e depositi degli ultimi mesi. Per l'altra metà deve garantire l'immenso debito pubblico del Paese, ma anche sostenere un piano di sviluppo dell'economia. I beni da alienare però dovranno restare in Grecia, pur sotto la "supervisione" delle istituzioni Ue: un aspetto per cui si è impegnata l'italia. "Sono stato piuttosto deciso nel dire che se vuoi fare un fondo con i beni che vengono dalla Grecia non puoi pensare di metterlo in Lussemburgo e commissariarlo, sarebbe stata un'umiliazione. Sono stato il primo, anche se non il solo, a intervenire con questa durezza di toni".Quello che nell'intesa non c'è più è lo spettro sventolato fino in fondo dalla Germania di una uscita sia pure temporanea dall'Euro. Come ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, del cosiddetto Grexit non si parla più. Ma si impone il ritorno dell'odiata "Troika" ad Atene. Che avrà perfino una sorta di veto sulle proposte di legge o di referendum.