Atene. (askanews) - Paradossi e imbarazzi di una crisi epocale. La cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino farà il punto sulla crisi dei rifugiati in Europa con il presidente francese Francois Hollande. Mentre il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, sulle colonne del quotidiano tedesco "Die Welt", ha chiesto, per l'ennesima volta, più collaborazione da un'Europa sempre meno unita e non si è lasciato sfuggire l'occasione per contestare l'idea stessa dell'ipotesi di qualsiasi muro da erigere contro l'afflusso dei profughi.Mentre l'Europa si agita in preda alle sue crisi e alle sue impotenze, i turisti sulle spiagge dell'isola di Lesbo in Grecia manifestano un aplomb imperturbabile mentre flussi di profughi sciamano dai sentieri dell'isola nella frazione di Mithimna, dopo una tempestosa traversata dalla Turchia."Mi sento di dire che l'isola è bella sia senza di loro che con loro, sottolinea un turista belga. Non ho mai visto gente aggressiva o prepotente. Al contrario, quelli che incontro mi salutano tutti amichevolmente". Un'altra turista tedesca è più cauta: "Qualche rifugiato ci chiede il telefonino per chiamare la famiglia e a volte ci sembra che esagerino un po'... Ma per il resto non danno alcuno fastidio".Chi sembra avere qualche dubbio in più è chi vive di turismo a Lesbo. Per loro, gli affari si sono ridotti del 50% rispetto all'anno scorso, a causa della crisi finanziaria e di quella dei profughi."Tutti provano compassione per loro. Anch'io, naturalmente, spiega la proprietaria di origine svedese di un ristorante dell'isola. Ma sono un disastro per gli affari. Bivaccano e dormono sulle nostre spiagge, vogliano fare la doccia... È un bel casino. Vorremmo aiutarli tutti, ma non possiamo aiutarli tutti".La crisi epocale dei rifugiati ora si trova nelle mani della Merkel, di Hollande e di Juncker.(Immagini Afp)