Atene (askanews) - Michalis e Andreas non hanno più una casa. Fanno parte di un numero crescente di senza tetto che vivono per le strade di Atene. Dal loro rifugio in una piazza che affaccia su una chiesa ortodossa riflettono sulla crisi economica, la religione e la loro condizione disperata: un destino sempre più comune in Grecia."Viviamo ai margini perché siamo poveri. Io sono disoccupato da sei mesi, e vivo nella miseria. Mangio alla mensa dei poveri. Sono malato e depresso", spiega Andreas, ex operaio, vittima come tanti della chiusura di molte ditte e cantieri con la crisi. Al suo fianco, a condividere la stessa panchina, c'è Michalis. Mostra i suoi averi: un libro del poeta premio Nobel Giorgos Seferis, e un foglio dove ha trascritto i suoi pensieri. Si intitola "Solitudine"."Facciamo l'elemosina - spiega - Senza denaro cosa potremmo fare? Io sono cristiano. I cristiani non rubano". "Il bene non è né in alto né in basso, ma sta nel mezzo . continua Michalis - Significa non avere troppo o niente, ma darsi dei limiti. Il bene non è un pacchetto di sigarette all'ora, ma uno in un anno", dice Michalis.E sulla crisi economica che si è abbattuta sulla Grecia. "Non abbiamo ancora visto tutte le ripercussioni, stiamo ancora vivendo la caduta. Quando terminerà", si chiede Andrea. "Abbiamo tutti paura", aggiunge Michalis. "Chi la vive sulla propria pelle sa bene cosa significhi", conclude Andreas.(immagini Afp)