Atene (askanews) - Ripreso e subito aggiornato al 12 maggio il processo contro 69 tra dirigenti, deputati e militanti del partito neonazista greco "Alba dorata", accusati di aver promosso e partecipato a "un'organizzazione criminale".Come nel giorno di apertura del processo, il 20 aprile scorso, le autorità del quartiere di Koridallos, alla periferia di Atene, dove si trova l'aula del tribunale, hanno chiesto che il procedimento venga trasferito in un'altra zona per motivi di sicurezza e perché giornalisti e troupe tv non interferiscano con l'attività delle scuole della zona. Ma i giudici hanno respinto la richiesta, sostenuta da decine di dimostranti che hanno inscenato proteste all'esterno della struttura."Ho vissuto qui quasi tutta la mia vita in Grecia, spiega un'egiziana nel paese da oltre vent'anni, e adesso sento molta pressione. Ho paura quando i miei figli tornano da scuola e dall'università. Perché non possiamo vivere in pace? In fondo tutti, noi e i greci, vogliamo solo che la Grecia vada sempre meglio".Alba dorata, che rifiuta l'etichetta di neo-nazista, definendosi nazionalista ed euro-scettica, alle politiche del maggio 2012, grazie a una campagna basata sulla lotta alla disoccupazione, alle politiche di austerità e all'immigrazione, è entrato per la prima volta in Parlamento. Sfruttando le paure dei greci, spaventati dalla crisi e dall'immigrazione clandestina, ha conseguito il 6,97% dei suffragi, ottenendo 21 seggi su 300. Alba Dorata ha poi continuato l'ascesa confermandosi alle Europee del 2014 come terzo partito della Grecia con il 9,4% dei suffragi e guadagnando oltre 100 mila voti nonostante gli arresti.(Immagini Afp)