Roma (askanews) - "Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico e gli ha affidato il compito di verificare la possibilità di una intesa di maggioranza parlamentare tra M5s e Pd per costituire il governo".

Meno di trentasei ore per rendere possibile quello che fino ad oggi sembrava impossibile: un governo di larghe intese sostenuto da una maggioranza parlamentare formata da Movimento 5 stelle e Partito democratico. Praticamente un ossimoro.

Eppure è proprio questo l'auspicio del Capo dello Stato, come ha annunciato il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti dopo il colloquio tra Mattarella e Roberto Fico. Un incontro durato solo 15 minuti. Pochi ma sufficienti per affidare al presidente della Camera il mandato esplorativo per cercare di tirare il Paese fuori dall'impasse istituzionale in cui si trova dal 4 marzo, giorno dalle elezioni che non hanno espresso una maggioranza chiara.

"Mi metterò al lavoro da subito - ha detto Fico - secondo me il

punto fondamentale è che si deve partire dai temi e dal programma, per l'interesse del Paese ed è quello che cercherò di fare da subito".

Tutto risolto? Tutt'altro se si pensa che, di fatto, i pentastellati definivano "pidioti" quelli che dovrebbero ora essere i loro compagni di maggioranza e il Pd - o almeno l'ala renziana - ha sempre detto "mai coi grillini". Lo stesso Matteo Orfini, presidente del Pd, d'altronde ha subito ribadito: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque stelle.

Nel centrosinistra però c'è un fronte favorevole a un possibile accordo "nell'interesse del Paese" e probabilmente è su quello che punterà Fico che, intanto, ha già incontrato il premier uscente, Paolo Gentiloni.

Sembrerebbe tagliato fuori, almeno in questa fase, il leader del centrodestra Matteo Salvini che pure nelle ultime ore aveva chiesto a Berlusconi e Di Maio di smettere di litigare e sedersi un tavolo per lavorare insieme.