Milano, (askanews) - Giorgio Gori, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra, spiega ad Askanews punti di forza e debolezze del suo schieramento. E svela le prime misure che prenderebbe, in caso di vittoria, da presidente della Regione Lombardia.

"Tre provvedimenti. Il primo è una correzione, la più veloce possibile, sulla delibera della Regione sulla presa in carico dei malati cronici", ha spiegato.

"La seconda - ha aggiunto - è un provvedimento sul lavoro. Vogliamo raddoppiare la decontribuzione per l'assunzione di giovani a tempo indeterminato nelle attività che hanno a che fare con l'innovazione e la digitalizzazione. Il terzo riguarda l'ambiente ed è l'avvio il prima possibile delle procedure per indire una gara per la gestione del trasporto regionale ferroviario. La scadenza del contratto con Ferrovie nord è nel 2020. Vogliamo che a quella scadenza corrisponda una gestione finalmente più puntuale, più efficiente, più sicura per i passeggeri, con nuovi treni su tutta la rete ferroviaria regionale".

Ma su quali elementi punta il centrosinistra per vincere? E quali sono gli ostacoli? "Il punto di forza del mio schieramento è la sua articolazione - ha sottolineato - Sono liste di partiti del centrosinistra e liste civiche, in Lombardia il civismo ha un ruolo fondamentale, che coprono un campo molto esteso di centro sinistra, del tutto alternativo al candidato della Lega Attilio Fontana. Un punto di debolezza potrebbe essere la concomitanza con le elezioni politiche ma io non sono preoccupato perché i cittadini lombardi capiscono bene che la scheda verde è un'altra cosa: lì vanno a scegliere in modo diretto il nuovo presidente della Regione. Li invito a farlo. In verità si troveranno di fronte a un ballottaggio: Attilio Fontana e il sottoscritto. Mi auguro che facciano la scelta giusta".

E un governo di larghe intese, potrebbe avere conseguenze sulla Regione Lombardia?

"No, non credo, semmai si rafforzerebbe il ruolo e la responsabilità di questa regione, dove invece il governo sarà chiaro sin dal giorno dopo lo spoglio delle elezioni. La Lombardia in un quadro incerto nazionale può diventare un punto di riferimento anche politico".

Gori boccia senza appello la giunta uscente a guida leghista. "Maroni si è fatto eleggere promettendo a caratteri cubitali che avrebbe tenuto in Lombardia il 75 per cento delle tasse. Era una promessa non solo che non ha mantenuto, ma che non era mantenibile. Era una bufala. Credo che di questo tipo di promesse i lombardi ne abbiano abbastanza, Quindi - ha concluso - spero che apprezzino il mio programma che invece è concreto, molto fattibile e non promette la luna".