Roma (askanews) - Armati di rastrelli, pale e alberi, i volontari si mettono in moto per ripulire e ripopolare questo parco alle pendici di Monte Mario a Roma. Quasi ignoto anche agli abitanti del quartiere, perché finora abbandonato. E' una delle tante iniziative a Roma per il Good Deeds Day, la Giornata delle Buone Azioni, un movimento internazionale nato nel 2007 ad opera della israeliana Shari Anderson.A Roma c'era a rappresentarla la giovane israeliana Sharon Tal, direttrice dell'associazione Ruach Tova. "Oggi 70 paesi aderiscono a questa iniziativa e in Israele quest'anno hanno partecipato 1,3 milioni di persone, il 20% della popolazione israeliana. L'idea è trovare un modo per connettersi a qualcosa nella comunità, per connettersi agli altri, viviamo le nostre vite chiusi nella nostra quotidianità, ogni tanto dobbiamo guardarci intorno e vedere di cosa gli altri hanno bisogno". "In ogni Paese cerchiamo un partner locale e qui in Italia abbiamo trovato Spes, fantastico partner, essere qui è bellissimo". A Roma infatti le iniziative del Good Deeds Day distribuite in tre giornate sono gestite in coordinamento con Spes, centro di servizi per il volontariato nel Lazio. Ksenija Fonovic è la vicedirettrice. "Oggi ci sono più di 70 iniziative in tutta la città da qualche centinaio di associazioni e gruppi che si riconoscono in una cosa comune e si mettono inismee per fare un messaggio alla città, che ognuno può fare una cosa buona insieme agli altri".Iniziative importanti per la cittadinanza come il recupero di questo Parco di Piazzale Clodio. E non è ancora una battaglia vinta, racconta Sabrina Alfonsi, presidente del primo municipio di Roma: "Questo parco era del demanio, era stato in concessione al Comune di roma per farne un parco, in realtà con gli anni il parco non si è fatto, ed è stata data una concessione per fare parcheggi, la storia è finita male perché è intervenuta la magistratura e ora c'è una causa che pende su questo parco"."Sono anni e anni di un grande polmone verde all'interno di questo quartiere che è stato sottratto alla collettività". Un parco da recuperare e speriamo rendere fruibile a tutti. Incluso questo splendido casale degli Strozzi, uno dei quattro di Monte Mario, già in gran parte restaurato, ma recintato e chiuso al pubblico. Potrebbe diventare magari un centro culturale o una biblioteca. Oggi, sullo sfondo dei palazzoni del Tribunale, è una metafora degli abusi di Roma.