Roma (askanews) - Nel quartiere di San Lorenzo a Roma c'è una casa che il sabato mattina accoglie bambini e bambine egiziani, marocchini, etiopi, indiani e di ogni paese e religione possibile: si chiama Casa di Iqbal, uno spazio ricavato all'interno della Parrocchia dell'Immacolata usato per giocare, studiare e fare amicizia.Spesso sono ragazzi nati in Italia da emigranti con situazioni familiari e lavorative precarie e molto difficili, anche con sgomberi alle spalle. Nella casa di Iqbal però i problemi e le tensioni non ci sono più, grazie anche e soprattutto al lavoro dei numerosi volontari che si occupano della attività. Annamaria Tamburro, è presidente della Casa di Pulcinella, di cui fa parte il progetto di San Lorenzo che partecipa con i suoi volontari e i suoi ragazzi al Good Deeds Day, la giornata delle buone azioni, iniziativa internazionale gestita in Italia in coordinamento con Cesv-Spes, centri di servizio per il volontariato nel Lazio. "Ci sono bambini di diversa provenienza geografica, religiosa, etnica e di diversa età, abbiamo bambini intorno ai 3 anni e arrivano ai 18 anche più, persone adulte che per problemi linguistici hanno bisogno di supporto scolastico".Il gruppo parrocchiale nato nel 2011 si ispira alla storia di un bambino pachistano, operaio e attivista contro il lavoro minorile morto, ucciso per le sua battaglie. Cecilia Nicoletti, coordinatrice e tra le fondatrici del progetto, nato dall'incontro con dei bambini che vivevano in alcune case occupate del quartiere, emarginati. "Quando li abbiamo incontrati abbiamo capito che avevamo un bsiogno comune, loro avevano il bisogno di tirarsi fuori da questo ghetto e incontrare, fare amicizia con altre persone del quartiere, e noi il bisogno di superare tante paure, tanti muri quei muri che si vedono in tutta Europa, in tutto il mondo, nei nostri giorni".La Casa di Iqbal è aperta anche il martedì pomeriggio per i laboratori di inglese. A frequentare la parrocchia sono cattolici, musulmani, copti e ragazze con il velo, come Maria, di origini libiche, che viene qui a studiare matematica.