Parigi, (askanews) - Dentro il presidente Hollande, fuori la folla dei giovani. In centinaia, uno al fianco dell'altro, gli studenti della Sorbonne hanno celebrato il minuto di silenzio per gli attentati del 13 novembre davanti alla storica università parigina: poi un lungo applauso. Ragazzi e ragazze, francesi e tanti stranieri. Qui studiava e lavorava anche Valeria Solesin, che ha perso la vita al Bataclan. Le loro voci parlano di un mondo che oggi per loro è cambiato."Lo sappiamo che ci sono attentati in Libia e in Siria tutti i giorni, lo leggiamo, ma quando succede qui a noi nei posti che frequentiamo, ce ne rendiamo conto davvero" dice un ragazzo. "Io ho voluto a lungo ignorare il problema, e adesso che mi piaccia o no sono costretto a farci i conti"."Ero a Boulevard Saint Michel a venti minuti dagli attentati. Ma avrei potuto essere in strada anche io, essere una delle vittime" dice una ragazza."Sabato siamo stati al Bataclan a alla Piccola Cambogia a portare dei fiori, ieri a Piazza della Repubblica, oggi siamo venuti a lezione e abbiamo scoperto che ero chiuso" aggiunge un altro studente. "E ora proviamo a riprendere la vita normale...""In questi momenti ti rendi conto che non c'è altro capitale che la cultura. Se la gente fosse educata all'umanità non avremmo ragazzi di vent'anni che si fanno esplodere allo stadio perché sono indottrinati" conclude il primo studente.