Una gloria del fumetto come Igort ha una lunga storia d'amore e di professione con il Giappone. L'idea dell'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e' stata quella di non limitarsi a introdurre la sua ultima opera, “Quaderni giapponesi”, ma di presentarla in tandem con i manga di argomento veneziano dell'amico Jiro Taniguchi. La mostra “Uomini che camminano” mette a confronto un fumettista italiano che guarda a Oriente con un mangaka giapponese che interpreta a suo modo l'Occidente, dando l'opportunita di esaminare in profondità il percorso compiuto da due grandi artisti dell'immagine. Se pure Igort si e' cimentato anche con la piu' cruda realta' contemporanea (ad esempio con i “Quaderni ucraini”), sono gia' in tanti a pensare che i “Quaderni giapponesi” siano il suo capolavoro, con il loro afflato autobiografico che fa da guida alla scoperta della cultura e dell'anima nipponica.