Napoli (TMNews) - Vivere per strada nella maggior parte dei casi non è una scelta. Vivere per strada, spesso, è l'unica scelta possibile. Vivere per strada è la normalità per i senzatetto italiani, oltre 50mila secondo un'indagine Istat. Ma per strada si muore anche; di fame, di stenti, di freddo, com'è accaduto di recente, tra l'indifferenza dei passanti, a Napoli dove i senza fissa dimora sono circa 2mila, in maggioranza stranieri, con problemi di alcol e droga."Si è data questa tristissima notizia, facendo intravedere tra le righe una certa insensibilità dei napoletani. Ma non è l'unico caso, in giro per Napoli si vedono decine di persone per terra, coperte, bisognerebbe andare a stabilire se sono vivi o se non lo sono"."Non è giusto che si debba morire così. Non è dignitoso""Purtroppo sono sempre più spesso abbandonati, è la politica che va in questa direzione".La politica, le istituzioni. Alla fine la colpa è sempre di chi comanda, di chi decide. Intanto, però, gli "invisibili" si muovono come spettri ai margini della società, vivono sotto i ponti, alle stazioni; un cartone come coperta, la mensa dei poveri l'unica speranza per un pasto caldo, un posto letto al dormitorio - con liste d'attesa di un anno - il sogno per dare un po' di dignità alla vita."La gente qualunque che può fare? Certo è augurabile che qualcuno si fermi e lo aiuti se è capace. Però prima di questo ci dev'essere un'organizzazione per l'aiuto sociale""Loro fanno quello che possono. Ma la sensibilità dovrebbe partire dal cittadino e poi a salire fino al sindaco e a chi per esso".Nell'attesa che chi deve faccia qualcosa, però sono i volontari che si occupano dei clochard, distribuendo coperte e pasti caldi, anche in camper, quando possibile, affinché la vita, per chi non ha un tetto, sia qualcosa di più di una speranza.