Roma, (askanews) - "I ragazzi che abbiamo portato ad Auschwitz quattro giorni fa entrano nel campo di sterminio in un certo modo ed escono molto cambiati, perché nel campo di sterminio si percepisce che milioni di persone hanno vissuto giorno per giorno fra la vita e la morte: potevano morire in qualsiasi momento anche per il capriccio di una guardia, non serviva un motivo, bastava un pretesto, bastava un arbitrio, bastava uno sguardo".Lo ha detto il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, nel corso della tavola rotonda "Antisemitismo, paura del diverso, incitamento all'odio: ieri e oggi", organizzata a Roma.