Amman (TMNews) - Di esodo in esodo, il dramma dei cristiani dell'Iraq si sgrana come un doloroso rosario di passione. Non avevano mai pensato di lasciare il paese ma ora, nelle regioni controllate dall'Isis, non hanno altra scelta: devono fuggire per salvare le loro vite e la loro religione. La Giordania è una tappa obbligata di questo calvario.Tutte le domeniche, decine di cristiani iracheni fuggiti dall'inferno della guerra civile si riuniscono nella chiesa cattolica della Vergine Maria di Amman per pregare e scambiarsi le ultime novità."Circa 150mila cristiani sono fuggiti dall'Iraq, spiega padre Noor, parroco della Vergine Maria. Dormono nelle strade, nelle tende, nelle chiese. Pochi possono permettersi di affittare una casa, altri alloggiano da qualche parente".Si sono dovuti confrontare con l'avanzata inarrestabile dei miliziani dello Stato islamico che si sono impadroniti di ampie porzioni di territorio dell'Iraq settentrionale come Mosul, la seconda città del paese, dove vivevano molti cristiani. L'Isis aveva dato tre scelte: convertirsi all'Islam, pagare l'imposta sulla religione o morire."Non si può vivere nel terrore, nel terrore. Nel terrore..., racconta una rifugiata irachena. Vogliamo solo vivere una vita normale, senza più terrore".La Giordania è considerata una fermata d'obbligo per gli iracheni che cercano di emigrare negli Stati Uniti o in Europa.(Immagini Afp)