Gioia Tauro, (TMNews) - Sessanta container contenenti 560 tonnellate di agenti chimici utili a fabbricare armi chimiche come iprite e gas nervino. È la consegna che attende il porto calabrese di Gioia Tauro. Qui transiteranno i componenti dell'arsenale chimico del regime siriano di Bashar al Assad, durante il trasferimento da due navi cargo ad un'imbarcazione statunitense per poi essere smaltiti in acque internazionali. Prevista per la metà di febbraio, l'operazione slitta di giorno in giorno e gli stessi responsabili non sanno cosa succederà, come spiega Domenico Bagala, responsabile del terminal container."Abbiamo capito che si tratta di composti chimici che hanno un profilo di rischio non diverso dal materiale che trattiamo di solito". La supervisione di Onu e Organizzazione contro le armi chimiche sulle operazioni non smorza i timori degli abitanti della zona."San Ferdinando è qui, lì dietro ci sono le scuole, se l'operazione dovesse essere fatta in questa zona ci troviamo a poche centinaia di metri dal centro abitato".I sindacati, Cgil in testa, guardano al lato positivo: "Se pensiamo ai morti in Siria contribuire a un'operazione del genere, con la sicurezza di tutti, è di prestigio per il porto". In un porto in forte crisi economica, che soffre la concorrenza crescente del Nordafrica, l'arrivo delle armi chimiche siriane può essere un'occasione per convincere la politica a occuparsi del futuro dell'area.(immagini Afp)