Tokyo (TMNews) - In Giappone l'Abenomics vince su tutta la linea. Ma secondo gli analisti le incognite rendono incerto il futuro. Il termine, da "Abe" ed "economics", prende il nome dell'attuale primo ministro giapponese Shinzo Abe, e indica una serie di iniziative macroeconomiche messe in pratica nella primavera del 2013 per sollevare il Giappone da una drammatica depressione economica.Oggi, un anno dopo un trionfale turno elettorale, Abe può vantarsi di avere risollevato il destino della terza economia mondiale. La Borsa viaggia su un aumento del 40% dall'inizio dell'anno, veicolato da un drastico ridimensionamento dello yen che ha rivitalizzato l'export e un'economia da tempo in sofferenza che ha tratto giovamento dagli stimoli alla spesa pubblica e dalle generose politiche monetarie della banca centrale giapponese. In sintesi, il core business dell'Abenomics.Ma ora sull'orizzonte si addensano nubi preoccupanti. Mentre l'economia nipponica cresce a un tasso annuo del 3,8% che lascia di stucco le altre nazioni del Primo mondo, si fanno più concrete le richieste di un aumento dei salari e dei dividendi da distribuire agli azionisti, anche per aumentare le capacità di spesa dei 128 milioni di giapponesi. Ma non sarà facile vincere le resistenze delle big corporations.L'economia di Tokyo si sta avvicinando a un punto critico in cui la terza fase dell'Abenomics, le riforme strutturali, giocheranno un ruolo decisivo. Ma se Abe fallirà, avvertono gli analisti, l'economia del paese, gravata dal fardello esplosivo della spesa pubblica, finirà per crollare come un castello di carte sotto il peso del più imponente debito pubblico del mondo.(Immagini Afp)