I matsuri (festival popolari) sono da secoli un elemento fondamentale della vita giapponese. Molte citta' hanno aperto musei per consentire ai visitatori di avere una certa esperienza dei festival anche al di fuori dei giorni in cui si tengono. Ecco ad esempio il museo Wa-Rasse del festiva Nebuta di Aomori, che si tiene agli inizi di agosto e per il quale ogni anno vengono realizzati 20 grandi carri con tematiche del folklore e delle letteratura. Un pannello del museo evidenzia che nel 1986 la citta' di Firenze ha ospitato una parte di questo festival in trasferta. Ai matsuri c'e' gente che lavora quasi tutto l'anno, dagli artigiani di varie specialità a veri e propri artisti delle arti figurative. 33 matsuri di 18 province giapponesi sono stati dichiarati Patrimonio intangibile dell'Umanità dall'Unesco (Aomori non ce l'ha fatta: nella provincia ha prevalso il matsuri Sansha della vicina Hachinohe). L'anno scorso e' stato aperto a Takaoka, in provincia di Toyama, un interessante museo dedicato al Mikurumayama matsuri, che si tiene di solito il primo maggio. Il festival celebra anche il fondatore della citta', capo del clan dei Maeda, antichi signori feudali della regione. Se l'itineranio di viaggio non coincide con i giorni di un festival insomma, i turisti possono sempre avere - con i musei - una idea dei matsuri, che ora appartengono alla cultura dell'intera umanità, oltre a contribuire a preservare le grandi tradizioni artigianali giapponesi. Leggi l’articolo