Roma, (askanews) - Sono passati 5 anni dal devastante terremoto di magnitudo 9.0 che colpì il Giappone l'11 marzo del 2011, con successivo tsunami e l'incidente nucleare nella centrale di Fukushima, il peggiore dopo quello di Chernobyl dell'86. Ancora oggi i danni di quel disastro sono ben visibili.Le immagini realizzate dai satelliti mostrano l'area prima e dopo l'inondazione, lo scenario è ancora di distruzione: terreni deserti, case crollate, tutto sembra abbandonato. La città di Tomioka, non lontana dalla centrale nucleare, è una città fantasma, e il livello di radiazioni è ben al di sopra del limiti consentiti. Sebbene il governo spinga molti sfollati a far rientro nelle proprie case, anche nelle zone circostanti, il pericolo di esposizione è molto alto.E' impressionante la distesa a perdita d'occhio di sacchi pieni di scorie radioattive. Secondo Greenpeace gli impatti ambientali del disastro avranno effetti per secoli su foreste, fiumi ed estuari. Terreni e acque contaminate, con conseguente contaminazione dei prodotti alimentari e pericoli per la salute a lungo termine, come tumori o malattie genetiche. Il governo giapponese, dicono, vuol far credere che cinque anni dopo l'incidente nucleare la situazione stia tornando alla normalità, ma non è affatto così.