Roma (askanews) - La ricerca scientifica e i problemi di chi decide di fare il ricercatore in Italia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ne hanno parlato al Quirinale durante l'incontro "L'Europa della Scienza", rispondendo alle domande di 120 studenti provenienti dalle scuole italiane, affiancati tra gli altri, dalla fisica Fabiola Gianotti, appena designata a direttore generale del Cern di Ginevra. Napolitano ha ricordato come la ricerca, la scienza e la tecnologia siano spesso dimenticate nelle polemiche politiche di tutti i giorni che caratterizzano l'Unione europea e il ministro Giannini, rivolgendosi ai giovani, ha sottolineato come sia cambiato il percorso di chi oggi vuole fare ricerca."Questo percorso è fatto di una parola che vi vorrei consegnare oggi: mobilità. Mobilità non solo fisica, ma culturale, come la possibilità di lavorare in centri diversi da quelli in cui ci si è formati e possibilità di passare facilmente dalla ricerca pubblica a quella privata, da una disciplina all'altra".Fabiola Gianotti, che ha sostenuto quanto la ricerca sia la linfa del progresso, ha incoraggiato i giovani che vogliono intraprendere questa strada, parlando dell'età degli scienziati del Cern."Il picco è attorno ai 26 anni, quindi la maggior parte della popolazione del Cern è giovane, le donne sono il 20% ma tra le generazioni più giovani arrivano anche al 30%".Per diventare ricercatori c'è bisogno di una forte motivazione, ha detto ancora Gianotti."Più conosciamo più ci rendiamo conto che conosciamo molto poco, con grande coraggio, con grande determinazione ma se è quello che volete fare non rinunciate ai vostri sogni".