Gerusalemme (TMNews) - La visita del Papa in Terra Santa si è conclusa e Gerusalemme torna alla sua normalità. Crocevia di culture e fedi, nella città vecchia convivono quattro quartieri - musulmano, ebraico, cristiano e armeno - che rispecchiano l'urgenza di trovare una soluzione alla convivenza e alla pace. Pace non solo tra israeliani e palestinesi; pace anche tra religioni.Qui i cristiani sono sempre più in minoranza pur vivendo in un luogo che, secondo la tradizione, riporta alle origini stesse della cristianità. E si trovano spesso schiacciati tra l'Islam e l'ebraismo, e fungono da cuscinetto tra le due fedi.Passeggiando per il quartiere cristiano, a dispetto del nome, si trovano quindi pochi cristiani, eppure sono tante le bandiere con i colori vaticani bianco-gialli e maxiposter con l'immagine di Papa Bergoglio. L'accoglienza al Papa è stata festosa. Francesco è entrato nel cuore della gente, dunque non solo dei cristiani. Apprezzato anche dai musulmani, dagli ebrei, dagli ortodossi:Mohammed ha 35 anni, è nato e vive a Gerusalemme, è musulmano. Ma il suo negozio, nel suk della città, è uno dei primi che troviamo entrando nel quartiere cristiano. "La visita del Papa è stata molto buona. Stiamo aspettando la pace qui a Gerusalemme e spero davvero che porti questo messaggio con sé".Nicolas è invece uno dei pochi cristiani di Gerusalemme. "Ho pregato Dio che la visita andasse bene e che il Papa portasse un segno di pace per questa terra. Mi piace questo Papa, è una persona buona e semplice e cerca di lavorare per la pace e la riconciliazione". Nel viaggio in Terra Santa, Francesco ha smosso la diplomazia della preghiera, preferendo i gesti alle parole. Ma ha anche tessuto le trame di una diplomazia politica difficile da gestire.