Roma, (askanews) - E' stato un "esperimento sociale". E poco importa se le coppie poi si sono lasciate, gli ascolti sono stati buoni e, secondo lui, le nozze combinate possono anche funzionare. Parola di Gerry Grassi, psicologo e psicoterapeuta di "Matrimonio a prima vista", versione italiana del format americano "Married At First Sight", basato sull'originale danese, andato in onda su Sky Uno HD. Un reality in cui un team di esperti, tra cui lui, sceglie come accoppiare dei single, che si ritrovano all'altare da sconosciuti, e dopo poche settimane devono decidere se andare avanti o divorziare.

La selezione dei concorrenti è iniziata così: "La prima cosa è stata togliere profili particolarmente psico-patologici, tra le persone venute ai casting molte non erano proprio adatte anche per motivi clinici, abbiamo fatto test, come quelli usati in ambito militare, per evitare psico-patologie marcate e gravi". "Poi dopo abbiamo cercato assonanze che potessero portare alla realizzazione di una coppia".

Nessuna coppia è sopravvissuta, ma la seconda edizione, già confermata, con lo stesso gruppo di esperti, punta a trovare le anime gemelle selezionando più concorrenti, consapevoli di quello che li aspetta, avendo visto la prima stagione. "Stiamo lavorando sulle procedure da usare per la selezione e le persone sapranno a cosa stanno per partecipare quindi presumo e spero arriveranno con la motivazione giusta di voler fare un percorso di questo tipo".

Al di là del risultato, secondo Grassi i concorrenti hanno fatto un percorso di crescita personale. "Credo nella possibilità di fare un esperimento di questo tipo, penso sia una possibilità interessante di mettersi alla prova e valicare i propri limiti".

Ma il matrimonio combinato tra due sconosciuti può funzionare?

In altri paesi il format ha dato esiti positivi, ci dice. E lasciando stare lo show...

"Analizzando gli esiti dei matrimoni combinati, rispetto ai nostri non è che sono così dissimili, quindi funzionano o non funzionano, come i nostri, e siamo in un periodo in cui i matrimoni non è che funzionino così in generale".

Nel suo lavoro quotidiano, fuori dalla tv, usa terapie innovative, è anche ipnotista, ma dopo l'esperienza nel programma vorrebbe restare anche in questo ambito.

"Sicuramente la psicologia può essere applicata in tanti ambiti. Io ho suonato per tanti anni in un gruppo, sono molto appassionato di musica, uno dei miei sogni sarebbe fare lo psicologo per gli artisti, in situazioni anche televisive, come potrebbe essere anche un 'X Factor', e spero di riuscire a realizzare questa cosa, perché mi piacerebbe molto avere la possibilità di lavorare con musicisti".