Roma, (askanews) - La propaganda di morte dell'Isis, sia attraverso terribili filmati che attraverso attentati veri e propri, non suscita la protesta della maggioranza dei musulmani, perché pur disapprovando questi temono in larga parte di essere accusati di apostasia, e diventare così essi stessi bersagli. Lo sostiene, in un'intervista ad askanews, Carlo Jean, Generale di Corpo d'armata, presidente del Centro Studi di Geopolitica Economica ed ex presidente del Centro Alti Studi per la Difesa."Allora per attirare il nemico sul territorio, effettua queste azioni che per noi sono folli, ma che nella loro mentalità no. Il fatto di trasmettere immagini - e le sanno fare molto bene, sono grossi professionisti della comunicazione - di torture, decapitazioni e così via, aumenta l'entusiasmo delle folle islamiche che sono più predisposte a raggiungere il terrorismo. Il resto degli islamici, checché dicano i loro rappresentanti, non dimostra contro queste azioni terroristiche. Ma perché? La maggioranza silenziosa, che verosimilmente forse disapprova o non voglia immischiarsi, se ne sta zitta perché ha paura di essere accusata di takfir, cioè di apostasia, e secondo la legge islamica uno accusato di essere apostata diventa obiettivo designato per ogni buon musulmano".