Roma (TMNews) - Per la prima volta dal 1910 laburisti oconservatori non hanno vinto un'elezione in Gran Bretagna; per la prima volta, i Tories sono arrivati terzi in uno scrutinio e per la prima volta da trent'anni l'opposizione - in questo caso il Labour - non è riuscita ad aggiudicarsi un'elezione europea,tradizionalmente negativa per il partito al governo.Se laburisti e conservatori hanno poco da ridere, iLiberal-Democratici piangono: sono praticamente stati cancellatidal terremoto che ha portato l'Ukip ad essere il primo partitocon il 28% delle preferenze, contro il 25% del Labour (che hacomunque migliorato la sua prestazione rispetto alle ultimeeuropee) e il 24% dei Tories; ai Lib-Dem è andato appena il 7%delle preferenze.L'apparente paradosso tuttavia è che alle concomitanti elezioni amministrative - con un ottimo risultato laburista - l'Ukip ha fatto progressi ma non ha sfondato, rimanendo la quarta forza e non aggiudicandosi il controllo di alcun municipio: evidentemente, ha sfruttato il fatto di costituire l'unico sfogo per un voto anti-europeo che dopo lo scoppio della crisi finanziaria in tutta la sua virulenza si è esteso anche ad elettori che alle politiche o alle amministrative avrebbero votato altri partiti.Sia come sia, conservatori e laburisti hanno preso sul serio laminaccia rappresentata dal partito di Nigel Farage: tanto percominciare, il ministro del lavoro Iain Duncan Smith haannunciato domenica di voler dimezzare da sei a tre mesi ilperiodo di tempo in cui gli immigrati provenienti dai Paesidell'Ue potranno godere dei benefit sociali.