Gaza (askanews) - Molti profughi della Striscia di Gaza un anno dopo la guerra del 2014 sono tornati alle loro abitazioni. Ma intorno a loro restano solo macerie di quel terribile conflitto e si trovano costretti a vivere in alloggi di fortuna, spesso costruiti con le loro mani, nei luoghi dove una volta si trovava la loro casa. Sono migliaia gli edifici che non sono ancora stati ricostruiti e i profughi tornati a casa hanno dovuto arrangiarsi in qualche modo. Come spiega Osama Abu Asser, residente nel quartiere di Shujaiyya."Una volta prendevamo un sussidio dalle organizzazioni dell'Onu ma adesso sono stati tutti sospesi e affittare un appartamento a Gaza costa troppo. Qui dentro ci sentiamo un po' come a casa e tutto sommato stiamo bene. È certamente meglio che vivere per le strade. Ci eravamo rifugiati in una scuola durante la guerra, ma è comunque molto duro non avere una casa vera".18mila abitazioni sono state distrutte o severamente danneggiate dalla Guerra dei 50 giorni, scatenata sulla Striscia dall'esercito israeliano per bloccare il lancio di missili da Gaza all'indomani del rapimento e dell'uccisione di tre adolescenti israeliani organizzato da due membri di Hamas.Al culmine del conflitto, il terzo in soli sei anni, l'Onu aveva trasformato 91 delle sue scuole nella Striscia in rifugi per ospitare 300mila profughi ma a causa della mancanza di fondi, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha deciso di chiudere anche l'ultimo sito rimasto aperto.Oltre 100mila sfollati sono ancora senza casa, oltre il 5% del 1,8 milioni di abitanti del sovraffollato territorio palestinese, un altro aspetto delle disperate condizioni di vita degli abitanti di Gaza un anno dopo la guerra che ha provocato 2.251 vittime palestinesi, tra cui 551 bambini, e 73 caduti israeliani.(Immagini Afp)