Gaza, (TMNews) - Lavori in corso a Gaza. Le macerie lasciate dall'offensiva militare israeliana, che ha provocato la morte di oltre 2.000 palestinesi e di 73 israeliani, vengono rimosse per lasciare posto alla ricostruzione. In attesa dei fondi stanziati dalla comunità internazionale riunita al Cairo, operai e muratori lavorano con i pochi mezzi a disposizione."Ricaviamo il ferro dal cemento armato, gli israeliani hanno bombardato e distrutto tutte le case e le fabbriche" spiega Ibrahim."Rompiamo le pietre per ricavare nuovi blocchi ed estrarre il metallo" continua Imad. Dal 2006, anno del blocco imposto da Israele, a Gaza non può entrare alcun materiale dall'esterno della Striscia. Le esigenze sono tante, innanzitutto bisogna far ripartire la crescita, il Pil è stimato in calo del 20% quest'anno, e il lavoro dato che la disoccupazione giovanile è al 63%. "Quando si parla di ricostruzione ci sono due punti importanti: il primo è l'ingresso del materiale da costruzione attraverso i varchi, senza condizioni o restrizioni. Il secondo è la disponibilità di fondi: se ci saranno, potremo ricostruire tutto in due o tre anni" dice Naji al-Sahran, sottosegretario del ministero dei Lavori pubblici.Stati Uniti e Unione europea sono già scesi in campo con stanziamenti da centinaia di milioni di dollari, ma secondo l'Onu serve un miliardo e mezzo: c'è da ricostruire l'intera economia di Gaza. I palestinesi chiedono a Israele di stabilire subito i limiti alla pesca autorizzata e la ristrutturazione dell'aeroporto.(immagini Afp)