Gaza (askanews) - Il coordinatore per le attività umanitarie dell'Onu nei Territori palestinesi Robert Piper si è recato nella Striscia di Gaza a un anno dal cessate il fuoco che pose fine alla guerra dell'estate 2014 tra Israele e Hamas. Il quadro tracciato da Piper è drammatico."In tutta la Striscia di Gaza, dopo otto anni di blocco sulla ricostruzione, ha dichiarato Piper, mancano all'appello almeno 75mila abitazioni. 160 sono le scuole che devono essere costruite per stare al passo con la crescita demografica. L'80% della popolazione vive solo grazie agli aiuti internazionali mentre il 70% deve fare i conti con la penuria alimentare".Secondo Piper, le ragioni di questa catastrofe umanitaria è da attribuire all'embargo imposto da Egitto e Israele a partire dal giugno 2007 alla Striscia di Gaza governata da Hamas."A mio avviso il blocco sta avendo un impatto devastante su Gaza, ha detto Piper, mentre è tutt'altro che certo che l'embargo renda oggi Israele più sicuro ove si pensi agli effetti prodotti da un tasso di disoccupazione al 60% e alle conseguenze di lungo termine provocate da tre guerre consecutive".(Immagini Afp)