Il Cairo (askanews) - Ossigeno per Gaza. Ma con il contagocce. L'Egitto ha riaperto il valico di Rafah, l'unico accesso verso l'esterno non controllato da Israele, per la quarta volta da quando venne chiuso a ottobre 2014 dopo un attacco suicida nel Sinai che provocò la morte di 30 soldati. Ma lo spiraglio resterà socchiuso solo per due giorni. Troppo poco per approvvigionare Gaza di rifornimenti vitali per la sopravvivenza dell'enclave, strangolata dal blocco egiziano e israeliano, deciso all'indomani del controllo assunto da Hamas nella Striscia.La riapertura permetterà l'attraversamento ai palestinesi rimasti bloccati a Gaza, per lo più studenti che studiano nelle università egiziane o malati in cerca di trattamenti specialistici. Ma non solo.UPS 02.38"Dovevo sposarmi cinque mesi fa, racconta una donna, e ho dovuto rimandare già tre volte. Ho perso un sacco di soldi e adesso voglio solo cercare di andarmene".UPS 02.21"Ho già perso il primo semestre all'università e il secondo è cominciato un mese fa, spiega uno studente. Devo assolutamente passare il confine per non perdere gli studi dell'anno prossimo. Perché non so se il valico resterà aperto o no".L'attacco dell'ottobre scorso ha imposto stato di emergenza e coprifuoco in alcune zone del Sinai settentrionale dove le forze di sicurezza egiziane stanno combattendo una rivolta islamista. L'esercito ha creato una zona cuscinetto davanti al confine con Gaza per impedire infiltrazioni di gruppi di miliziani. Ma nonostante queste misure, il 29 gennaio 2015 un'altra trentina di persone sono morte quando un lancio di razzi e un'autobomba hanno preso di mira una base militare nel Sinai settentrionale.(Immagini Afp)