Gaza (askanews) - Il mondo, sempre più frastornato dalle vicende e le tragedie che la cronaca continua a proporre ogni giorno, sembra avere dimenticato il dramma degli sfollati di Gaza.Eppure solo sei mesi sono passati da quando le loro abitazioni sono state rase al suolo dall'artiglieria e dai raid dell'aviazione israeliana. Sei mesi che aspettano di ritrovare una casa. Una situazione giunta al limite della sopportazione.Sono quasi 100mila i palestinesi costretti a passare anche la fine dell'inverno in rifugi di fortuna, fanno sapere una trentina di organizzazione umanitarie in un comunicato. Le condizioni di vita erano già durissime prima della terza guerra in sei anni che ha colpito la minuscola enclave palestinese dove sono ammassati quasi due milioni di abitanti. Da allora le condizioni si sono ulteriormente degradate, come era facile aspettarsi. Disperazione ed esasperazione, d'altra parte, sono il brodo di coltura di possibili attacchi in grado di innescare altre tragiche ripercussioni."Per quanto riguarda la ricostruzione delle nostre case, lamenta una donna che ha trovato rifugio in una scuola dell'Onu, ci ripetono tutti i giorni che si farà, che ricostruiranno tutto e tutto si sistemerà. Ma non succede mai niente. Parlano, parlano ma non fanno niente."Siamo sotto una pressione psicologica fortissima, rincara il marito. Dove troveremo l'energia per continuare ad andare avanti così? Non so per quanto tempo potremmo sopportare tutto questo".Il degrado della situazione potrebbe trasformarsi nella goccia che traboccare il vaso nei confronti di un'Autorità palestinese politicamente alle corde, se non addirittura moribonda, che deve fronteggiare enormi problemi finanziari."Temiamo che la situazione possa prendere una brutta piega, sottolinea Adnan Abu Hasna, portavoce dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi. Ci aspettiamo che il contesto attualmente tranquillo possa non rimanere tale a lungo se nella Striscia di Gaza continuerà questa situazione drammatica".(Immagini Afp)