Le Bourget, (askanews) - L' accordo che vogliamo deve anche essere solidale". Il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti lancia dalla plenaria high level dell'ultima parte della COP21, la conferenza mondiale sul clima, un fermo richiamo che non lascia spazio a interpretazioni. L'Italia e l'Europa vogliono che a Le Bourget, località che ospita la conferenza, sia accolta la richiesta che viene dai paesi più vulnerabili di considerare uno scenario di salvaguardia limitando la crescita della temperatura globale non a 2 ma a un grado e mezzo. Per Galletti, l'accordo tra le parti deve poi essere efficace, ossia deve prevedere meccanismi di revisione periodica dei target che tengano conto del mutare delle condizioni dei vari paesi e delle loro capacità, della loro crescita economica e degli shock interni ed esterni che li colpiscono.L'impegno dell'Italia prevede allora l'aumento del proprio contributo per la finanza internazionale per il cambiamento climatico fino a 4 milardi di dollari negli anni tra il 2015 e il 2020" e l' impegno per lo sviluppo delle energie rinnovabili nelle aree più povere del pianeta, a cominciare dall'Africa. Risorse importanti, esattamente per fare cosa lo spiega ancora il ministro dell'ambiente:"Saranno spesi per i paesi più poveri ed in via di sviluppo per esportare tecnologie e buone pratiche ambientali di cui hanno bisogno per sopravvivere, penso a quanto fatto in Italia da anni con le rinnovabili".Una mission che per l'Italia, tra i sottoscrittori del Protocollo di Kyoto di cui ha centrato gli obiettivi riducendo le emissioni del 20 per cento e cumulando nello stesso periodo una crescita economica del 43 per cento ,e l'Europa non è una opzione ma una necessità perché non è più il tempo per intese deboli. Dal governo alla compagine parlamentare presente a Le Bourget il discorso non cambia. Siamo alla stretta finale per scelte non più rimandabli Per Ermete Realacci la strada comunque è stata intrapresa:"Il passo è stato compiuto, Usa e Cina, paesi determinanti, si sono messi in moto, sanno che ormai bisogna agire"Anche per Stella Bianchi, presidente dell'intergruppo parlamentare per il clima, la COP parigina rappresenta l'inizio di un nuovo percorso, che deve guardare necessariamente alla tutela dei più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.