Roma, (askanews) - Ormai resta poco da fare. Lo zoo di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, si avvia alla chiusura. Lì dove anche per gli uomini non è facile sopravvivere, per la guerra e le violenze, nessuno ha più tempo e voglia di andare allo zoo.Le gabbie sono vuote. Sembra un cimitero all'aria aperta, si cammina tra la puzza e le carcasse degli animali. Dei centinaia che c'erano dall'apertura del parco nel 2007, ne sono rimasti pochi: si contano sulla dita di una mano: un pellicano, uno struzzo, due istrici e una tigre che non mangia carne da giorni.Il proprietario, Mohamed Awida, a malincuore, ha deciso di arrendersi: "Il nostro zoo non interessa più a nessuno - lamenta - dobbiamo chiuderlo. Non riusciamo più a nutrire gli animali, non sappiamo più come fare, dobbiamo vendere la terra e il parco".Dalla ripresa del conflitto tra Israele e Hamas nel 2014 a oggi gli incassi sono stati miseri. Per dare da mangiare agli animali spiega, servono circa 58 euro al giorno, una cifra che riesce a guadagnare ormai in un anno. Alcuni animali sono anche morti sotto i bombardamenti.Non gli resta che vendere tutto, e qualcuno è gia interessato ad alcuni esemplari. "Ho già avuto leoni - dice un uomo - e voglio acquistare la tigre, è australiana, è l'unico esemplare a Gaza".Per Mohamed però la chiusura del suo zoo, è il fallimento di un sogno.