Irlanda del Nord, (TMNews) - Filo spinato e polizia schierata 24 su 24: le misure di sicurezza sono al livello massimo in Irlanda del Nord in occasione dell'arrivo dei potenti della Terra per il G8. Sistema di sorveglianza tipico di un vertice internazionale ma questa volta schierato su una terra per decenni devastata da conflitti interni, fin troppo dolorosamente abituata all'andirivieni di soldati durante i cosiddetti "Troubles", gli anni di conflitto feroce fra i protestanti filo britannici e i cattolici indipendentisti."Abbiamo percorso una lunga strada e per certi versi il G8 è simbolo di progresso rispetto al violento conflitto durato 30 anni" dice lo storico Eamon Phoenix, e lo fa camminando proprio sotto uno dei simboli che ricorda quanto le divisioni nella società nordirlandese siano ancora profonde, il "Peace Wall" un muro chiamato della pace: un ossimoro visto che serve a dividere, nel 2013 e in piena Europa, i quartieri cattolici dai quartieri protestanti. Costruito nel 1969, doveva durare solo pochi mesi.Un'atmosfera pesante che si respira camminando anche in città come Londonderry che divide già dal nome visto che per i cattolici è e rimarrà sempre solo Derry.Dal punto di vista internazionale è uno dei processi di pace che ha avuto più successo, abbiamo superato ostacoli enormi per arrivare dove siamo oggi" dice Martin McGuiness, il vice premier con un passato nell'Ira, forse simbolo più efficace del tormentato processo di pacificazione nazionale.Eppure le violente proteste scoppiate a Belfast dopo la decisione di togliere la bandiera britannica dal Comune dimostrano la fragilità della pace irlandese, fra generazioni che ancora vivono nel ricordo dei propri morti.