Roma, (askanews) - Quattro anni dopo l'incidente nucleare a Fukushima, in Giappone, molte zone "contaminate" potrebbero tornare presto alla normalità nella regione colpita dal disastro. Ma la gente ha ancora paura. Come Satoru Yamauchi, fuggito da Narasha, che ha chiuso il suo ristorante lasciando il lavoro e la casa. "Questo ristorante è la testimonianza della mia vita prima dell'incidente", spiega.Poi lo tsunami e il disastro nucleare. Narasha è oramai una città fantasma. Ma il 5 settembre, l'ordine di evacuazione verrà tolto definitivamente e la gente potrà ritornare nelle proprie case. Molti però restano scettici."Anche se torniamo qui, non potremmo lavorare nei campi, non si potrà più coltivare il riso, non si potranno cogliere legumi. E così anche per i prodotti di mare. Non c'è niente di positivo".Nella zona contaminata, i sacchi neri per la decontaminazione continuano ad accumularsi in attesa di essere distrutti. Gli attivisti di Greenpeace misurano il tasso di radioattività sul terreno. Per loro i rischi restano ancora alti. Per questo hanno invitato il governo giapponese a rinviare la revoca di evacuazione e a impedire il rientro della popolazione nella zona ancora contaminata. "Questa migrazione di radioattività dalla foresta verso le zone più basse continuerà ancora per molto tempo, perchè la migrazione procede molto lentamente. Si devono considerare diversi decenni", ha detto Jan Vande Putte, esperto di questioni nucleari di Greenpeace.Immagini: Afp